L’architettura vernacolare

L’architettura vernacolare: tecniche costruttive e tipologie abitative

Claudine Remacle - Foto Alexis Bétemps.
Claudine Remacle – Foto Alexis Bétemps.

L’inventario dell’architettura rurale tradizionale, promosso dall’Assessorato all’Istruzione e Cultura della Valle d’Aosta, è la testimonianza evidente della varietà tipologica delle abitazioni nelle zone popolate da comunità walser, Questa ricchezza è già stata segnalata dal professore Luigi Zanzi alla terza giornata internazionale di studi walser ad Alagna-Valsesia nel 1985(1)Luigi Zanzi, Architettura e “civilizzazione” nella storia dei Walser, in Enrico Rizzi (Dir.), La casa rurale negli insediamenti walser, Anzola d’Ossola (NO), 1986, pp. 25-103.. Grazie alla dendrocronologia(2)Studi del Laboratorio di dendrocronologia di Moudon, Svizzera per l’Ufficio Catalogo dell’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura. possiamo oggi asserire con certezza che esistono case del XV secolo, costruite poco dopo l’insediamento dei Walser, documentato a partire dal XIII secolo.

Dette costruzioni sono in tronchi di conifera scortecciati o in travi squadrate. Le prime ricordano quelle dei paesi del Nord e dell’Est europeo, le altre assomigliano a certe case del Vallese o della Valsesia. Le più antiche presentano le caratteristiche delle costruzioni primigenie, legate al dissodamento delle foreste(3)Claudine Remacle, Les planchers (et les plafonds) passant en façade dans les raccards valdôtain, in Benno Furrer, Kulturaustausch im lândlichen Hausbau : Inneralpin – transalpin, », Actes du colloque de Schwitz sur les constructions en bois – 29 juin – 1er juillet 2002, p. 51-58; Claudine Remacle, L’architecture des maisons rurales au bas Moyen Age en Vallée d’Aoste, in Bulletin d’Etudes préhistoriques et archéologiques alpines, XV, Actes du Xe colloque sur les Alpes dans l’Antiquité, Cogne – Vallée d’Aoste, 12-13-14 septembre 2003, Aoste 2004, p. 351-366; Claudine Remacle, Danilo Marco, Mauro Zucca Pol, Walserhous. Architettura storica dell’alta valle del Lys, Communauté de montagne Walser, Aosta 2006..

L'alpeggio di Le Pousset, Cogne. Photo Gian Mario Navillod
L’alpeggio di Le Pousset, Cogne. Photo Gian Mario Navillod

Prima di procedere nella descrizione, tengo a sottolineare che, in Valle d’Aosta, l’uso del legname non è propriamente legato ai Walser o alle parlate germaniche. Per esempio, le vecchie case di Cogne, dove, alla stessa epoca, si abitava nella stalla tutto l’anno, erano interamente di legno. E dello stesso materiale erano costruiti i maggenghi e gli alpeggi, fino a 2500 metri d’altitudine: l’alpeggio del Pousset, con sei chavanne di legno ancora esistenti, ne è la prova.

Anche in molte valli d’espressione francoprovenzale si trovano dipendenze rurali in legno, quali i granai e i raccard. E’ il caso di Valsavarenche, Valtournenche, vallone di Saint-Barthélemy, valle d’Ayas, valle di Champorcher. Invece, nei comuni dell’adret, il versante solatio, aridi e poco boscosi, non se ne trovano praticamente più, come a Sarre, Saint-Pierre, Verrès,…

L’insediamento dei Walser in Valle d’Aosta rientra nel grande movimento di espansione demografica dell’Europa rurale dopo l’anno mille.

Tronchi scortecciati assemblati agli angoli, Proa, Issime, XV sec. - Photo Claudine Remacle
Tronchi scortecciati assemblati agli angoli, Proa, Issime, XV sec. – Photo Claudine Remacle

I pionieri, specializzati nel taglio degli alberi, erano pure degli abili carpentieri ed è grazie alla trasmissione dei loro saperi, da generazione a generazione, che in molte vallate si è continuato, più che altrove, ad usare la scure, l’accetta, la sgorbia, la sega, la squadra e la pialla. I Gressonari che avevano contatti commerciali permanenti con il Nord, hanno mantenuto a lungo il gusto di vivere in abitazioni di legno. I Walser di Issime, muratori reputati in tutte le alpi occidentali, hanno praticamente abbandonato il legno fin dalla fine del XVII secolo, mentre i Gressonari si convertiranno progressivamente alla pietra all’inizio del XIX secolo. A Gressoney, gli stadel più belli sono costruiti nel XVII e XVIII secolo quando, oramai, ad Issime si costruisce in pietra, limitandosi a recuperare il legno ancora utilizzabile delle costruzioni più antiche.

Proa, Issime, 2008 - Photo Claudine Remacle.
Proa, Issime, 2008 – Photo Claudine Remacle.

Le costruzioni pionieristiche del XV secolo sono costruite su fondazioni di un piano in pietra, dove si trova la stalla, con un angolino per il soggiorno umano. La struttura in legno è montata su pilastrini inseriti in un quadro di travi incrociate che ridistribuiscono i carichi sui muri. Questi pali hanno la sommità affusolata che è una caratteristica di questo tipo di costruzioni.

Porta dello spicher, Proa, Issime - Photo Claudine Remacle
Porta dello spicher, Proa, Issime – Photo Claudine Remacle

L’ossatura in travi orizzontali accoglie l’area di battitura dei cereali, un deposito per i covoni, per la paglia o per il fieno ed un locale per la conservazione delle riserve, l’estube o spicher, dove talvolta si trova perfino un letto. La parte superiore, a sbalzo sia a monte che a valle, serviva soprattutto per il fieno. La differenza nel modo d’intagliare gli incastri angolari della camera e del fienile è netta.

Evolène, Valais, 2007 - Photo Claudine Remacle
Evolène, Valais, 2007 – Photo Claudine Remacle

Le case del Vallese ignoravano la coabitazione nelle stalle di uomini e animali, come era praticata nelle Hautes-Alpes francesi, in Savoia (Moriana e Tarantasia), in Valle d’Aosta e nelle valli alpine del Piemonte… In Vallese, la stalla si trovava in una costruzione separata. Una particolarità dell’abitato vallesano, anche ricorrente nel cantone di Vaud, è la presenza di due spazi, la cucina ed il soggiorno. Spesso i due spazi sono pure costruiti con materiali diversi. La cucina, a monte, è in pietra per ridurre i rischi di incendio e il soggiorno, a valle, in travi squadrate. Il focolare è inserito nella parete intermedia. La stessa suddivisione in due locali è molto diffusa in tutta la Valle d’Aosta, senza tuttavia la stessa rigida ripartizione dei materiali: legno e pietra. Sono mèizón e péillo per i francoprovenzali, hous e pejjle per gli Issimesi e firhus e wonstobo per i Gressonari.

Casa con cucina in pietra e camera in legno all'alpeggio di La Ley, Bionaz, 2000 m d'altitudine, XVI sec. - Photo Claudine Remacle
Casa con cucina in pietra e camera in legno all’alpeggio di La Ley, Bionaz, 2000 m d’altitudine, XVI sec. – Photo Claudine Remacle

La tipologia cucina in pietra e soggiorno in legno è rara in Valle d’Aosta e gli esempi che ancora esistono sono delle vere e proprie reliquie. La si può trovare a Gressoney, a Issime e soprattutto a Valtournenche, oltre che in qualche raro caso, a Oyace, a Bionaz e a Perloz. Senza la presenza di documenti scritti, è comunque difficile provare che sono l’opera di costruttori walser.

Casa con porte geminate del XV sec, Blatti, Issime, 2008 - Photo Claudine Remacle
Casa con porte geminate del XV sec, Blatti, Issime, 2008 – Photo Claudine Remacle

Le costruzioni interamente in travi squadrate hanno spesso due porte gemelle all’altezza della parte abitativa. Questo particolare apparenta le costruzioni valdostane alle case valsesiane, ma anche, talvolta, ai granai in legno dell’area francoprovenzale.

La grande casa unitaria, frequente in altitudine, accoglie sotto lo stesso grande tetto tutti gli spazi necessari alla vita e alla conservazione degli alimenti indispensabili per la sopravvivenza durante il lungo inverno (5, 6 o 7 mesi, a seconda dell’altitudine).

Casa in pietra costruita nel 1764 dal capomastro Vacher di Fontainemore, Pilaz, Ayas, 2009 - Claudine Remacle
Casa in pietra costruita nel 1764 dal capomastro Vacher di Fontainemore, Pilaz, Ayas, 2009 – Claudine Remacle

In Valle d’Aosta, codesta tipologia è soprattutto presente a partire dal XVIII secolo anche se ad Issime e ad Ayas, dove le case sono già in pietra, fin dal XVI secolo. Ci vorranno comunque due secoli per l’affermazione di questo modello.

Valmignanaz, Saint-Vincent. Case simile a quelle di Ayas con sopra un raccard con aia di trebbiatura centrale, costruite nel XVIII secolo - Photo Claudine Remacle
Valmignanaz, Saint-Vincent. Case simile a quelle di Ayas con sopra un raccard con aia di trebbiatura centrale, costruite nel XVIII secolo – Photo Claudine Remacle

Ad Ayas, il tipo di casa in pietra, con sopra un grande raccard con aia di battitura centrale e granai a sbalzo verso valle, ben differente dallo stadel di Gressoney, è però un modello più “giovane”, predominante nel XVII e XVIII secolo. Una caratteristica comune unisce comunque il Canton des Allemands, la parte del comune di Ayas un tempo abitata da popolazioni walser, a Gressoney: è la maniera di costruire e di orientare la casa, perpendicolarmente al pendio, con la facciata rivolta verso la valle.

Claudine Remacle, L’architettura tipica: tecniche costruttive e tipologie abitative, pubblicato in Atti del convegno del 28 agosto 2010 e mostra « Homines dicti Walser » , luglio – novembre 2010, Forte di Bard, Tipografia Duc, Saint-Christophe-Aosta, 2011.

References   [ + ]

1. Luigi Zanzi, Architettura e “civilizzazione” nella storia dei Walser, in Enrico Rizzi (Dir.), La casa rurale negli insediamenti walser, Anzola d’Ossola (NO), 1986, pp. 25-103.
2. Studi del Laboratorio di dendrocronologia di Moudon, Svizzera per l’Ufficio Catalogo dell’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura.
3. Claudine Remacle, Les planchers (et les plafonds) passant en façade dans les raccards valdôtain, in Benno Furrer, Kulturaustausch im lândlichen Hausbau : Inneralpin – transalpin, », Actes du colloque de Schwitz sur les constructions en bois – 29 juin – 1er juillet 2002, p. 51-58; Claudine Remacle, L’architecture des maisons rurales au bas Moyen Age en Vallée d’Aoste, in Bulletin d’Etudes préhistoriques et archéologiques alpines, XV, Actes du Xe colloque sur les Alpes dans l’Antiquité, Cogne – Vallée d’Aoste, 12-13-14 septembre 2003, Aoste 2004, p. 351-366; Claudine Remacle, Danilo Marco, Mauro Zucca Pol, Walserhous. Architettura storica dell’alta valle del Lys, Communauté de montagne Walser, Aosta 2006.